LE INFERRIATE
Ogni cosa, ogni essere,
ogni essenza è un simbolo,
una nota che da lontano indica
una sinfonia sterminata.
Il nostro mondo diventa
deserto e sepolcro
perchè non ascoltiamo
il pianto delle cose,
la musica dell'esilio.
Non riconosciamo le Cose
che da ogni versante
ci contemplano,
e lungamente per noi risuonano,
luminose
dietro alle inferriate antiche.Ero una porta massiccia e ben sprangata,
velo teso a ripararvi dall'ignoto,
vela gonfia nel vento della sera.
Non solo porta ero, ma sacra soglia
che separa da quel mistero,
e nel contempo unisce
a quel fascino remoto.
Ero sacra soglia socchiusa
sulla penombra delle scale...
scale che scendevano
nella nostra anima del passato,
che salivano
verso la nostra anima futura.
E lì incontrandosi,
il senso del Tragico e il senso del Sacro
per un attimo
illuminavano di una Catarsi immensa
la nostra penombra amata,
la nostra penombra persa.
E poi... la porta rinchiusa,
inchiodata dall'esterno,
o forse dall'interno,
e la nostalgia smisurata
di quel lontano fortuito incontro,
di quella penombra sacra.
IL CAMINO
Ero una cavità scura,
abbandonata dal fuoco.
Una cavità che si apriva verso l'alto, invisibile.
Una cavità che in basso
raccoglieva la cenere...
e il riverbero e i suoni
di serate infantili.
O talvolta forse solo memorie offuscate,
discendenti dal sogno.
Ero un camino abitato dalla fiamma.
Invaso da una gioia sommessa e ardente,
non ero solo un camino in pietra,
ma un messaggero
della Fiducia perduta.
Un messaggero dell'indefinita Speranza
che abbandonata nel fumo, sale...
Ferita e potente nel suo dolore,
sale a coprire i tetti,
e le rocce lontane...
e poi nei cieli l'eco
dei richiami perduti.
MISTERIOSO FUOCO
Violenta è l'esistenza
nel suo intimo profondo.
All'amata amante dicevi :
“ Io sono il Fuoco
come posso non bruciare?
Eppure nel profondo
stretto a te piango...”
Misteriose sono
le fiamme e i pianti,
tutto è smisurato
sulla terra e altrove,
tutto è infinito nella nostra piccola anima,
fragile e potente
senza inizio né fine...
sulla penombra delle scale...
scale che scendevano
nella nostra anima del passato,
che salivano
verso la nostra anima futura.
E lì incontrandosi,
il senso del Tragico e il senso del Sacro
per un attimo
illuminavano di una Catarsi immensa
la nostra penombra amata,
la nostra penombra persa.
E poi... la porta rinchiusa,
inchiodata dall'esterno,
o forse dall'interno,
e la nostalgia smisurata
di quel lontano fortuito incontro,
di quella penombra sacra.
IL CAMINO
Ero una cavità scura,
abbandonata dal fuoco.
Una cavità che si apriva verso l'alto, invisibile.
Una cavità che in basso
raccoglieva la cenere...
e il riverbero e i suoni
di serate infantili.
O talvolta forse solo memorie offuscate,
discendenti dal sogno.
Ero un camino abitato dalla fiamma.
Invaso da una gioia sommessa e ardente,
non ero solo un camino in pietra,
ma un messaggero
della Fiducia perduta.
Un messaggero dell'indefinita Speranza
che abbandonata nel fumo, sale...
Ferita e potente nel suo dolore,
sale a coprire i tetti,
e le rocce lontane...
e poi nei cieli l'eco
dei richiami perduti.
MISTERIOSO FUOCO
Violenta è l'esistenza
nel suo intimo profondo.
All'amata amante dicevi :
“ Io sono il Fuoco
come posso non bruciare?
Eppure nel profondo
stretto a te piango...”
Misteriose sono
le fiamme e i pianti,
tutto è smisurato
sulla terra e altrove,
tutto è infinito nella nostra piccola anima,
fragile e potente
senza inizio né fine...
LETTERE A DIO
Da ogni tempo,
dall'amore ardente
o dal fondo cupo dell'essere,
con la tenerezza o la tortura
lettere a Dio mai scritte
vagano disperse.
Innumerevoli, infinite lettere inviate
a un destinatario sconosciuto,
o buttate via prima ancora di esser nate.
O che ancora dormono
in qualche piaga oscura...
E la tua lettera
il capolavoro della tua vita
mai portato alla luce,
con le colpe così pesanti
caricate sulle spalle della tua anima gracile...
La paura a vegliare le notti,
la compassione a condurre i giorni,
e la tristezza le sere...
E ancora, nelle nostre notti risuonano
le lettere degli animali,
scritte con artigli e ali
così simili ai nostri,
intrise dei loro versi, e a volte
delle parole imparate da noi,
lettere incise nell'aria da voci,
e sguardi,
così vicini a noi...
E le lettere dei bambini troppo piccoli
per conoscere indirizzi o parole
eppure già in attesa di una risposta...
Spinti a forza dentro un'esistenza oscura,
atterriti, eppure a tratti trafitti
da una dolcezza sterminata,
noi siamo qui...
Con un respiro profondo
nel silenzio profondo,
il fiume siderale di quelle lettere invisibili
Qualcuno prende tra le sue braccia,
e attende il ritorno
dei poveri resti sparsi
sui campi di battaglia.
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